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Cima dei Preti per parete ovest

Inviato: lun ago 17, 2026 5:26 pm
da Dani!o
La cima dei Preti presenta sul lato ovest una vasta e alta parete che precipita sulla val dei Frati con un disivello di circa 1000 metri nel punto più alto, comprensivi dei contrafforti basali a volte costituiti da rocce e estese mughete. Solamente arrivando sul crinale che separa la val dei Frati dalla val di Bosco Negro, dove in una radura è situato il bivacco Baroni, ci se rende conto della grandiosità dell'ambiente, chiuso a sud dalla piramide del Duranno, per poi precedere a semicerchio con le guglie dei Frati, la cima omonima e l'imponente muraglione della Preti, che prosegue verso nord senza interruzioni con le cime Spellanzon e Patera, la cima Laste e la cima di Collalto che chiude a nord l'anfiteatro.

La via venne aperta nel giugno del 1913 da A. Berti e L.Tarra e riscoperta e, per così dire, ridisegnata nel 2017 da Luca Basso. Forzando un pò si potrebbe definire via Berti-Tarra con variante Basso.
Per raggiungere l'inizio della via, costituito da una cascatella in val dei Preti (quota 1600, ultima acqua in assenza di neve, ottimo e comodo punto di sosta) ci sono due possibilità, entrambe molto lunghe: o direttamente dal fondovalle, risalendo la val Montina fino allo sbocco della val dei Frati, oppure come abbiamo fatto noi, da casera Mela per il rifugio Maniago e forcella della Spalla, scendendo al bivacco Baroni (dove abbiamo dormito) e seguendo il sentiero dismesso per forcella dei Frati (in questo tratto abbiamo tagliato diversi mughi che ostruivano il sentiero), fino al ghiaione dove lo si abbandona per scendere la val dei Frati in direzione della base della parete.
Nel primo caso sono necessarie circa 4 ore di avvicinamento, nel secondo circa 2 ore e mezza dal bivacco, con una prima salita di 150 metri per scollinare il crinale, una discesa di 500 metri di dislivello sul fondo della val dei Frati e infine circa 250 di salita su traccia abbastanza evidente (tranne in un punto dove abbiamo tagliato alcuni rami di mugo) tra mughi e rocce dello zoccolo basale, con un passo di 2° (non esposto) poco dopo l'inizio.

La relazione che abbiamo seguito è quella di montagnesconosciute, alla quale mi sento di aggiungere le seguenti note e piccole correzioni, per evitare inutili perdite di tempo alla ricerca del percorso.

Si percorre il crinale che delimita a destra il canalone per roccette e verdi (1^) uscendo in vista di un campo di grosso massi nel canalone poco sotto una forcelletta (ometto). Il campo di grossi massi è situato subito dopo una diramazione sinistra del canalone, con masso incastrato.
Noi abbiamo seguito il crinale fino al punto in cui diventa uno spigolo e si impenna. Pochi metri prima abbiamo attraversato orizzontalmente la placca che separa il crinale dal canalone, entrando nello stesso e seguendolo (a tratti faticosamente) fino alla forcella. In ogni caso, salire tutto il canalone o il crinale al suo fianco non cambia la sostanza: bisogna raggiungere la forcella dalla quale ha origine il canalone e che l'altimetro mi dava a quota 2100 esatti.
La diramazione di sinistra probabilmente, a mio parere, è quella seguita dai primi salitori, come deduco dalla loro scarna relazione, che forse ritenevano il canalone che si segue oggi fuorviante rispetto alla direzione della cima.

Dalla forcella si prosegue a sinistra per cengia ghiaiosa e sabbiosa, esposta (ometti), con discese e risalite fino ad arrivare ad un prato. Qui si sale sulle rocce di sinistra che hanno dei verdi fino a due piccole torrette (quella a destra a forma di artiglio). Poco sopra si prende una cengia ghiaiosa verso destra
Dopo la cengia sabbiosa e la risalita, abbiamo proseguito lungo la rientranza successiva (senza alcuna discesa) per bancata ghiaiosa fino ad un altro spigolo (passaggetto un pò infido a causa di un piccolo franamento), oltre il quale siamo saliti facilmente e obliquando a sinistra (NB: avendo notato sulla selletta ancora più avanti un ometto, sono andato a vedere, ma oltre c'era solo un canalone discendente e rocce verticali, quindi non c'entra nulla con il percorso, ma l'ho lasciato lì).
Dopo alcune decine di metri di risalita si vedono finalmente le due torrette, che abbiamo raggiunto seguendo un facile canalino alla sinistra della verticale. La prosecuzione non è "poco sopra" (ero andato a vedere, ma non c'è nessuna cengia là sopra ma un precipizio) ma alla base, dove ha inizio la cengia ghiaiosa.

... si prende una cengia ghiaiosa verso destra che termina con un camino di rocce giallastre che si percorre tutto fino ad uscire a sinistra su un’altra cengia più alta svolgendo un percorso a zig-zag.
Più che di un camino si tratta di un canalone con a pochi metri dalla base un masso incastrato che abbiamo superato sulla sinistra; terminato il canalone si esce in una zona più aperta da dove abbiamo proseguito puntando ad un altro canalone in alto sulla sinistra. Al suo termine si piega a destra e si perviene in breve alla cengia che percorsa verso destra porta all'utimo tratto di arrampicata. Si sale per il diedro fessurato e appoggiato con roccia liscia a sinistra e più articolata a destra, con difficoltà di 1° e un paio di passaggi di 2°(valutazioni personali), poi si esce per rampa ghiaiosa sulla destra evitando gli ultimi 15/20 metri di diedro e (ometto di fine via) svoltando l'angolo si sbuca sul versante sud a poche decine di metri dalla via normale, a quota 2540.
In tutto il percorso abbiamo trovato 4 ometti e non ne abbiamo aggiunti altri, tutto sommato si tratta di un percorso relativamente facile da trovare. Tempi dal bivacco: 2h 15' alla cascatella, 4h 15' alla forcella al termine del canalone, 6h 45' in cima, tutto incluso.

Percorso grandioso e di estrema soddisfazione, che avremmo voluto completare ripercorrendo il tratto Greselin forcella Duranno già fatto 3 anni fa, per ridiscendere in val Zemola. Purtroppo nè nel canalone che scende da forcella Compol, nè alla sorgente del bivacco c'è acqua e il pieno con cui eravamo partiti dalla cascatella era ormai agli sgoccioli, quindi abbiamo optato per scendere a valle (dove comunque avevamo lasciato la 2^ auto).

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SI finge di intuire il percorso, ma quando sei sotto alla parete le prospettive sono totalmente diverse (però la piccola frana poco sotto alla cima aiuta un pò ad orientarsi)
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la discesa della val dei Frati: l'attacco è in fondo, nei pressi delle paretine che emergono dai mughi
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il canalone: si deve raggiungere la forcelletta che si intuisce in alto a destra. La diramazione di sinistra forse è quella seguita da Berti e Tarra.
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risalendo il crinale che affianca il canalone
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la cengia sabbiosa, a sinistra la forcelletta di uscita dal canalone
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altra visuale della cengia
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verso le torrette
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uscita in versante sud
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Re: Cima dei Preti per parete ovest

Inviato: lun ago 17, 2026 6:38 pm
da giangi4
Bello!
Avevo visto le relazioni su internet, può essere che anche madinelli l'abbia fatta?
Comunque avendo percorso il fondovalle qualche mese fa c'è da dire che presenta segni recenti, non sempre continui ma sufficienti, lo consiglio se si vuol fare robe in giornata anche per le belle viste.

Re: Cima dei Preti per parete ovest

Inviato: lun ago 17, 2026 6:47 pm
da Dani!o
giangi4 ha scritto: lun ago 17, 2026 6:38 pm Bello!
Avevo visto le relazioni su internet, può essere che anche madinelli l'abbia fatta?
Comunque avendo percorso il fondovalle qualche mese fa c'è da dire che presenta segni recenti, non sempre continui ma sufficienti, lo consiglio se si vuol fare robe in giornata anche per le belle viste.
madinelli era assieme all'autore della relazione di montagnesconosciute
(ps: ho aggiunto una foto della cengia)

Re: Cima dei Preti per parete ovest

Inviato: lun ago 24, 2026 7:29 am
da kala
Postacci :mrgreen:
Complimenti comunque, già mi aveva entusiasmato leggere la relazione di Luca, veramente salita d'altri tempi...
L'accesso al Baroni per la Val Montina c'è sempre, vero?, immagino non lo nomini solo per convenienza logistica...

Re: Cima dei Preti per parete ovest

Inviato: mar ago 25, 2026 12:00 pm
da Dani!o
kala ha scritto: lun ago 24, 2026 7:29 am Postacci :mrgreen:
Complimenti comunque, già mi aveva entusiasmato leggere la relazione di Luca, veramente salita d'altri tempi...
L'accesso al Baroni per la Val Montina c'è sempre, vero?, immagino non lo nomini solo per convenienza logistica...
Come dicevo, noi siamo arrivati al bivacco partendo da casera Mela, ma chi era con me mi ha detto che il sentiero dalla val Montina è stato risistemanto recentemente ed è in buono stato.