Monte Dolada per sentieri "tachenti"

Trekking, Ferrate e Ciaspe
Rispondi
giangi4
Messaggi: 461
Iscritto il: ven feb 02, 2024 12:25 pm

Monte Dolada per sentieri "tachenti"

Messaggio da giangi4 »

Qualche anno fa, al rientro da un giro alle cave del Fason, avevamo incontrato un local che ci aveva assicurato che dal Passo Valpora, per una facile cresta baranciosa, si poteva arrivare al tabellone sotto la cima del Dolada.
​Per chi non conosce la zona, il Dolada è quella montagna ben visibile da Ponte nelle Alpi, così come lo è il tabellone ripetitore.

Dolada e tabellone, da streetview
Immagine

C'è anche un sentiero verticale che dal Bivacco Scalon porta in cima passando nei pressi del tabellone.
​Come al solito, nei miei giri cerco di percorrere sentieri mai fatti in zone nuove. Avendo già battuto il versante ovest, ho pensato bene di raggiungere il Passo Valpora partendo dal Lago di Val Gallina, lungo un sentiero CAI non più in cartina che arriva a una forcella poco sotto Cima Calda.

Traccia del giro
Immagine

​Parcheggio l'auto al termine della strada e imbocco una sterrata; poco più avanti trovo anche un vecchio cartello, mentre alle mie spalle quasi onnipresente svetta lo Spiz Gallina.
Il cartello mi informa che la forcella che dovrei raggiungere ha nome La Olta e il canale che andrò a percorrere viene chiamato Val de la Roa.
Abbandono la strada e seguo il sentiero, un po' imboscato, fino al margine di una frana. Un taglio su un albero sembra suggerire di attraversare le dure ghiaie, ma sul costone di fronte non vedo proseguire nulla.
​Mentre esploro il posto, sento delle voci oltre il costone: forse stanno risalendo il vallone e forse da lì si può raggiungere direttamente il Passo Valpora, chissà. Sono tentato di raggiungerli, ma l'attraversata è impervia, perciò torno indietro in cerca di un'altra via.

Alla base delle rocce il canale da dove probabilmente arrivavano le voci
Immagine

​In ogni caso non mi lascio scappare l'occasione di controllare il cucuzzolo erboso appena sopra il sentiero, dove sorprendentemente ritrovo un cartello pari a quello dell'inizio, salvo la tempistica, che risulta evidentemente invertita.

Secondo vecchio cartello]
Immagine

​La traccia prosegue verso l'alto, una specie di direttissima spezzagambe in cui è meglio non perdere i segnavia: nonostante la direzione sia obbligata, numerose piste di animali possono essere fuorvianti. A metà salita il sentiero entra in un canalone, senza mai allentare la pendenza. A un certo punto perdo il segnavia: il sentiero farebbe un'ansa, ma decido di proseguire nell'ampio e ben percorribile canale, che sembra condurre direttamente in forcella.
​Poco sotto la forcella ritrovo il sentiero che arriva da destra e poi prosegue verso Cima Calda. La mia intenzione, invece, è provare a scendere dall'altra parte e intercettare il sentiero che ho percorso qualche anno fa e che porta a Valpora.
​Il vallone è inizialmente ripido ma percorribile. Dove comincia a stringersi in salti, vedo sulla sinistra una traccia che attraversa il bosco in piano, non so se di animali o di origine umana. Decido di prenderla: si esaurisce in prossimità di una parete, ma più in basso il bosco prosegue, quindi continuo a scendere e finalmente raggiungo il sentiero basso.
​Mi trovo ora su un percorso conosciuto — l'ho già fatto qualche anno fa con un amico e il cane — ma si dimostra più impegnativo di quanto ricordassi e attraversa la base dirupata di Cima Spigoi con qualche passaggio parecchio scivoloso, insidioso e pericoloso.

Vista sulla diga di Soverzene
Immagine

Forcella La Olta
Immagine

Arrivo perciò al passo abbastanza provato: è da stamattina che non mi dà tregua, sia in salita sia in discesa. Avrei anche fame, ma sto rimandando il pranzo per non "piantarmi" in salita, e anche adesso decido di procrastinare.
​Il cartello sul passo, che l'altra volta mi aveva un po' confuso, ora mi è più chiaro: evidentemente una volta esisteva un sentiero CAI che raggiungeva la cima, e ora cercherò di seguirlo.

Sul passo
Immagine

​All'inizio non vedo tracce; mi alzo nel bosco in direzione della dorsale e dopo poco trovo l'impronta di una vecchia traccia. Arrivo ai mughi: nessun taglio, strano. Proseguo seguendo quella che sembra più una traccia di animali e, per fortuna, poco dopo trovo un primo taglio. A tratti i mughi si sono richiusi sulla traccia, che risulta comunque ben percorribile, sebbene anch'essa sempre molto ripida.

Sulla sinistra lo Spigoi, nasconde cima Calda
Immagine

​Arrivo così alle rocce, dove la traccia piega a destra e comincia ad attraversare senza difficoltà ma con una buona esposizione.

Prime roccette, un alberello arancione spicca nel verde
Immagine

Il tratto è comunque faticoso, fatto di continui saliscendi tra mughi e cenge erbose.

Traversi
Immagine

Immagine

In uno slargo erboso vedo spuntare, inaspettato, il famoso tabellone: un po' di lotta con i mughi e lo raggiungo.

Il tabellone
Immagine

Da sinistra cima Calda, tra le rocce la forcella La Olta, poi cima Spigoi, un'altra cima senza nome oltre la quale nascosto dai mughi c'è il passo Valpora. Spunta dietro lo Spiz Gallina mentre tra le nuvole coprono il monte Toc
Immagine

​Dall'altra parte trovo la sorpresa: il vento trascina le nuvole dal fondovalle fin sulla cresta e il gran vallone erboso sopra cui mi trovo è coperto alla vista, così non posso studiare il modo migliore per raggiungere il sentiero che sale al Dolada. Tento comunque di restare in quota: attraverso l'erba e risalgo una costola mugosa, ma dall'altra parte trovo un altro vallone, questa volta interrotto da lisci lastroni. In queste condizioni rischio di ritrovarmi in posti sbagliati, quindi torno indietro e decido di calarmi lungo l'erba, la via più sicura, perché ricordo bene che dal sentiero si vedeva il tabellone e non c'erano salti di roccia.
​Non perdo comunque molta quota, solo cinquanta metri; poi riesco ad attraversare seguendo una timida traccia di camosci, supero una fascia di mughi e finalmente arrivo sul sentiero. Ora non resta che risalire ancora una volta, con pendenze piuttosto accentuate che, salendo, se possibile peggiorano. Dopo un primo tratto erboso si supera una spalletta rocciosa e ci si immette sulla multiforme cresta erbosa che porta in cima: in pratica, una scalinata verticale su tacche erbose.

Il tabellone dalla cresta
Immagine

Verso la cima
Immagine

​Arrivo sul Dolada piuttosto affaticato.

Ormai in cima, a nord è libero a sud corrono le nuvole
Immagine

Sono dislivelli che normalmente ho sulle gambe senza problemi; la differenza, questa volta, sta nella pendenza e nel fatto che non molla mai. Non posso neanche fermarmi più di tanto, perché il rientro sarà lungo e non sono neppure sicuro che il sentiero che voglio fare sia ancora agibile. Mangio, ma non riesco a farmi il solito pisolino: sono partito troppo tardi stamattina.

Scendendo
Immagine

​Dalla vetta il sentiero scende verso il rifugio, in prossimità del quale taglio in quota per risparmiarmi qualche metro di risalita: dovrò infatti raggiungere di nuovo la cresta, oltre la quale le fatiche dovrebbero finire, visto che dovrei prendere il sentiero pianeggiante che corre sotto il Col Mat.

Il rifugio
Immagine

​I miei calcoli si dimostrano sbagliati: il sentiero che ricordavo in piano è in verità un continuo saliscendi, più sali che scendi.

Da destra, cima Calda, Val delle Roe, lo Spigoi e a sinistra l'ampio passo Valpora
Immagine

Tengo duro fino al bivio che dovrebbe riportarmi al lago.
​Lì trovo una piacevole sorpresa: segni CAI relativamente freschi, quindi il sentiero dovrebbe essere ben percorribile e senza problemi.

Ruderi della vecchia casera Col Mat
Immagine

Ma il piacere dura poco: i segni sono stati rinnovati solo fino ai ruderi della casera poco sotto; oltre, il sentiero è ben poco battuto e i pochi segni rossi sono disposti più per la salita che per la discesa.

Vista sullo Spiz Gallina
Immagine

​Con qualche incertezza e con la solita faticosa pendenza raggiungo il sentiero di fondovalle che fa il giro del lago e, dopo poco, la macchina.

Ponticello al termine del giro
Immagine

Cascata nei pressi
Immagine

I polpacci fanno male, il destro forse un po' di più, tanto che scendendo dall'auto mi muoverò per un po' come un automa.
​Sentieri tachenti, nel senso che praticamente non si cammina, ma si procede quasi sempre con le mani a terra, in salita e in discesa.
Skyhook75
Messaggi: 43
Iscritto il: ven feb 02, 2024 2:28 pm

Re: Monte Dolada per sentieri "tachenti"

Messaggio da Skyhook75 »

bello!
a me esteticamente ha sempre incuriosito quel diedrone...
giangi4
Messaggi: 461
Iscritto il: ven feb 02, 2024 12:25 pm

Re: Monte Dolada per sentieri "tachenti"

Messaggio da giangi4 »

Proponilo al Drugo :mrgreen:
Skyhook75
Messaggi: 43
Iscritto il: ven feb 02, 2024 2:28 pm

Re: Monte Dolada per sentieri "tachenti"

Messaggio da Skyhook75 »

cosi apriamo una lotta alla bestemmia piu' fantasiosa....sicuramente vinco io
giorgiolx
Messaggi: 138
Iscritto il: mar feb 27, 2024 3:12 pm
Località: 1060 West Addison

Re: Monte Dolada per sentieri "tachenti"

Messaggio da giorgiolx »

giangi4 ha scritto: ↑mar ott 13, 2026 5:48 pm Proponilo al Drugo :mrgreen:
nono, che porta sfiga, l'ultima volta che e' andato a camminare e' crollata la tofana
Let me in your hard heart, let me in your pub
Skyhook75
Messaggi: 43
Iscritto il: ven feb 02, 2024 2:28 pm

Re: Monte Dolada per sentieri "tachenti"

Messaggio da Skyhook75 »

giorgiolx ha scritto: ↑mer ott 14, 2026 9:15 am
giangi4 ha scritto: ↑mar ott 13, 2026 5:48 pm Proponilo al Drugo :mrgreen:
nono, che porta sfiga, l'ultima volta che e' andato a camminare e' crollata la tofana
sgratt sgratt
giangi4
Messaggi: 461
Iscritto il: ven feb 02, 2024 12:25 pm

Re: Monte Dolada per sentieri "tachenti"

Messaggio da giangi4 »

Montagne da spianare ce ne sarebbero in giro ma temo che la Tofana sia stata più una coincidenza...magari...
Rispondi