[Val Tramontina]Forcella Dodismala in due atti
[Val Tramontina]Forcella Dodismala in due atti
Atto primo
Questo è il riepilogo di due uscite passanti per la forcella del titolo, la seconda delle quali è servita anche a completare il percorso della prima.
Si parte da Inglagna, un paesino perso tra le montagne e già arrivarci in auto è un viaggio che vale la pena, eppur qualcuno ci abita ancora.
Non ci sono grandi cime e neanche grandi scorci, ma si respira aria di natura, di lentezza, anche di decadenza ma dolce non violenta, ci si sente immersi non sopraffatti.
Si parte dicevo dove Inglagna termina e si risale la valle omonima seguendo una vecchia mulattiera, attraversando un paio di volte il torrente.
Si arriva così su una strada asfaltata, a destra e a sinistra due gallerie di pari lunghezza (1700 m) permettono il transito tra i due laghi delle valli affianco mentre sotto il piano stradale corre un canale d'acqua di collegamento.
Noi si prosegue dritti, arrivando alla lapide messa a ricordo di un garibaldino che a suo tempo si rifugiò in una spelonca posta sotto la cresta della montagna. Perché l'escursione ha anche una valenza storica, la forcella è stata punto di passaggio di una certa importanza per la storia d'Italia, lascio alla vostra curiosità la ricerca dei motivi. Proseguiamo quindi sorpassando i ruderi di qualche malga e al bivio che si presenta successivamente andiamo a destra verso la forcella, dove infine arriviamo risalendo il bosco. Dall'altra parte si apre ampio il canale di Meduna ma noi seguiamo un cartello verso sinistra che indica ancora la spelonca del garibaldino, all'inizio per crestina e poi passando sotto dei bei landri.
Raggiungiamo quindi una piccola grotta e mal interpretiamo il cartello alla sua base...solo a casa capiremo che era un freccia e che il garibaldino aveva dormito più comodamente da un'altra parte.
Sopra il grottino una vallecola, e un bollo sbiadito ci invita a salire. Decidiamo di andare a vedere, più si prosegue più la valle impenna, un altro paio di bolli ci confermano di essere da qualche parte, l'ultimo tratto è praticamente in piedi, finché si sbuca in cresta dove possiamo concederci il pranzo e la vicina cima Ropa.
Poco più sotto, nel versante di Meduna, la cartina indica i ruderi di una casera e una traccia nera che dovrebbe riportarci alla forcella.
Scendiamo un po' a sentimento fino a intersecare una vecchia mulattiera con buoni tagli di mughi che ci porta con belle viste sulla valle fino ai ruderi delle stalle Lastreit.
Qui la vecchia cartina indicherebbe di risalire qualche metro per poi spostarsi verso sinistra per tornare alla forcella ma di sentieri nessuna traccia, un tratto dirupato ci impedisce il transito, cerchiamo il passaggio inerpicandoci e arrivando a vedere la forcella dall'alto ma senza possibilità di raggiungerla.
Le giornate sono corte, non ci resta che tornare per dove siamo venuti salvo seguire un paio di scorciatoie.
Questo è il riepilogo di due uscite passanti per la forcella del titolo, la seconda delle quali è servita anche a completare il percorso della prima.
Si parte da Inglagna, un paesino perso tra le montagne e già arrivarci in auto è un viaggio che vale la pena, eppur qualcuno ci abita ancora.
Non ci sono grandi cime e neanche grandi scorci, ma si respira aria di natura, di lentezza, anche di decadenza ma dolce non violenta, ci si sente immersi non sopraffatti.
Si parte dicevo dove Inglagna termina e si risale la valle omonima seguendo una vecchia mulattiera, attraversando un paio di volte il torrente.
Si arriva così su una strada asfaltata, a destra e a sinistra due gallerie di pari lunghezza (1700 m) permettono il transito tra i due laghi delle valli affianco mentre sotto il piano stradale corre un canale d'acqua di collegamento.
Noi si prosegue dritti, arrivando alla lapide messa a ricordo di un garibaldino che a suo tempo si rifugiò in una spelonca posta sotto la cresta della montagna. Perché l'escursione ha anche una valenza storica, la forcella è stata punto di passaggio di una certa importanza per la storia d'Italia, lascio alla vostra curiosità la ricerca dei motivi. Proseguiamo quindi sorpassando i ruderi di qualche malga e al bivio che si presenta successivamente andiamo a destra verso la forcella, dove infine arriviamo risalendo il bosco. Dall'altra parte si apre ampio il canale di Meduna ma noi seguiamo un cartello verso sinistra che indica ancora la spelonca del garibaldino, all'inizio per crestina e poi passando sotto dei bei landri.
Raggiungiamo quindi una piccola grotta e mal interpretiamo il cartello alla sua base...solo a casa capiremo che era un freccia e che il garibaldino aveva dormito più comodamente da un'altra parte.
Sopra il grottino una vallecola, e un bollo sbiadito ci invita a salire. Decidiamo di andare a vedere, più si prosegue più la valle impenna, un altro paio di bolli ci confermano di essere da qualche parte, l'ultimo tratto è praticamente in piedi, finché si sbuca in cresta dove possiamo concederci il pranzo e la vicina cima Ropa.
Poco più sotto, nel versante di Meduna, la cartina indica i ruderi di una casera e una traccia nera che dovrebbe riportarci alla forcella.
Scendiamo un po' a sentimento fino a intersecare una vecchia mulattiera con buoni tagli di mughi che ci porta con belle viste sulla valle fino ai ruderi delle stalle Lastreit.
Qui la vecchia cartina indicherebbe di risalire qualche metro per poi spostarsi verso sinistra per tornare alla forcella ma di sentieri nessuna traccia, un tratto dirupato ci impedisce il transito, cerchiamo il passaggio inerpicandoci e arrivando a vedere la forcella dall'alto ma senza possibilità di raggiungerla.
Le giornate sono corte, non ci resta che tornare per dove siamo venuti salvo seguire un paio di scorciatoie.
Re: [Val Tramontina]Forcella Dodismala in due atti
Atto secondo
Si parte da Val, una frazioncina poco prima di Inglagna, raggiungibile per strada asfaltata.
Sull'ultimo tornante si stacca la mulattiera che, attraversato il torrente, si biforca nei pressi di un manufatto metallico per boscaioli.
Proseguiamo a destra verso l'alto, pendenza tipica friulana, dritto per dritto, fino ad una sella del crestone boscoso che scende dal Piz Lovet. La traccia prosegue in costa, raggiunta da quella che parte direttamente da Inglagna attraverso la valle del rio del Romanui.
Poco sopra raggiungiamo la forcella da cui ci si affaccia al canale di Meduna e al lago del Ciul, un cartello indica la possibilità di arrivare per cresta direttamente alla forcella Dodismala, noi invece seguiamo dei bolli che ci portano in cima al Piz Lovet.
Si parte da Val, una frazioncina poco prima di Inglagna, raggiungibile per strada asfaltata.
Sull'ultimo tornante si stacca la mulattiera che, attraversato il torrente, si biforca nei pressi di un manufatto metallico per boscaioli.
Proseguiamo a destra verso l'alto, pendenza tipica friulana, dritto per dritto, fino ad una sella del crestone boscoso che scende dal Piz Lovet. La traccia prosegue in costa, raggiunta da quella che parte direttamente da Inglagna attraverso la valle del rio del Romanui.
Poco sopra raggiungiamo la forcella da cui ci si affaccia al canale di Meduna e al lago del Ciul, un cartello indica la possibilità di arrivare per cresta direttamente alla forcella Dodismala, noi invece seguiamo dei bolli che ci portano in cima al Piz Lovet.
Re: [Val Tramontina]Forcella Dodismala in due atti
Qualcuno non molto tempo prima ha sostituito il contenitore di vetta, peccato non abbia riportato a valle i resti ormai immondizia del vecchio libretto.
Il tempo non è dei migliori, la vista è limitata e rientriamo velocemente alla forcella da cui decidiamo di scendere verso il lago attraverso un buon sentiero tagliato che ci porta ai resti delle Case Siaccia.
Qui la traccia praticamente si perde, un po' a intuito confermato ogni tanto da qualche debole segnale, arriviamo in prossimità del torrente in valle e in vista della diga.
Re: [Val Tramontina]Forcella Dodismala in due atti
Ne approfittiamo per visitarla visto che si tratta sempre di opere interessanti e anche per mangiare qualcosa.
In salita guardiamo costantemente a destra, in cerca del sentiero che la volta precedente non avevamo trovato, verso la stalla Lastreit che finalmente vediamo quando stiamo quasi per arrivare in forcella.
L'amico con me non ha voglia di percorrerlo, io gli dico che vado a vederne il primo pezzo, ma poi come succede spesso alla fine incuriosito lo percorro tutto arrivando alle spalle delle stalle. Il tracciato si rivela la parte più interessante del giro, correndo all'inizio sotto piccole paretine per poi scendere a prendere una cengia e risalire alle stalle.
Torno quindi dall'amico con cui raggiungiamo la forcella e poi Inglagna per percorso noto. Da qui a Val per scorciatoia.
In cartina più o meno i due tracciati.
Il tempo peggiora, ogni tanto pioviggina, potremmo rientrare per la galleria ma un paio di chilometri al buio non ci attraggono, quindi prendiamo il sentiero che porta a forcella Dodismala. In salita guardiamo costantemente a destra, in cerca del sentiero che la volta precedente non avevamo trovato, verso la stalla Lastreit che finalmente vediamo quando stiamo quasi per arrivare in forcella.
L'amico con me non ha voglia di percorrerlo, io gli dico che vado a vederne il primo pezzo, ma poi come succede spesso alla fine incuriosito lo percorro tutto arrivando alle spalle delle stalle. Il tracciato si rivela la parte più interessante del giro, correndo all'inizio sotto piccole paretine per poi scendere a prendere una cengia e risalire alle stalle.
Torno quindi dall'amico con cui raggiungiamo la forcella e poi Inglagna per percorso noto. Da qui a Val per scorciatoia.
In cartina più o meno i due tracciati.
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Re: [Val Tramontina]Forcella Dodismala in due atti
Bella giangi... In Meduna, negli ultimi anni, hai percorso altro?
Re: [Val Tramontina]Forcella Dodismala in due atti
No, questo è il primo anno che vengo da queste parti, agevolati come detto dalla nuova pedemontana, altrimenti i tempi in giornata sarebbero troppo pesanti.alessandro ha scritto: ↑ven mar 29, 2024 8:50 am Bella giangi... In Meduna, negli ultimi anni, hai percorso altro?
Stiamo esplorando la zona a pezzetti, un po' qui un po' là, metterò un altro paio di escursioni.
Nel canale di Meduna una coppia di friulani ci ha caldamente consigliato il Frascola ma dobbiamo attendere lo scioglimento della neve.
Ho idea che siano montagne troppo basse per l'estate, qualche cima come il Raut forse a giugno, poi meglio tornare in dolomiti.
Re: [Val Tramontina]Forcella Dodismala in due atti
Ho notato che il periodo migliore per andare in Meduna è lo stesso dei Monti del Sole, per lo stesso ovvio motivo
Per esempio ho salito sia L'Aquila che il Buttignan in Novembre, portandone a casa zero. Il Buttignan peraltro è una meta tranquilla se si dispone di una mezza giornata, si sale e si scende in un paio d'ore.
Devo comunque dire che anche in estate non ho trovato l'assalto di zecche che temevo; ho sceso il torrente Viellia in Giugno e nel sentiero di avvicinamento ne ho tirate su si e no 2/3. Poi dipende dalla zona; in Novembre, arrivati in vista di Lesis all'imbocco del canal grande di Meduna, ne abbiamo prese cinque in un colpo solo.
Per esempio ho salito sia L'Aquila che il Buttignan in Novembre, portandone a casa zero. Il Buttignan peraltro è una meta tranquilla se si dispone di una mezza giornata, si sale e si scende in un paio d'ore.
Devo comunque dire che anche in estate non ho trovato l'assalto di zecche che temevo; ho sceso il torrente Viellia in Giugno e nel sentiero di avvicinamento ne ho tirate su si e no 2/3. Poi dipende dalla zona; in Novembre, arrivati in vista di Lesis all'imbocco del canal grande di Meduna, ne abbiamo prese cinque in un colpo solo.
Re: [Val Tramontina]Forcella Dodismala in due atti
Non sono le zecche che mi preoccupano, ormai ci sono abituato
È il caldo, in salita mi scaldo parecchio, da fermo invece sono piuttosto freddoloso
Quindi cerco di evitare zone basse nel periodo estivo
È il caldo, in salita mi scaldo parecchio, da fermo invece sono piuttosto freddoloso
Quindi cerco di evitare zone basse nel periodo estivo