Bed ha scritto: ↑gio lug 16, 2026 11:13 am
Piano, è assodato che le varie LLM (chiamarle intelligenze anche no) gratuite facciano pena... per lavoro utilizzo quotidianamente queste petawikipedie interattive, perché questo sono, nelle versioni licenziate e sono tutt'altra faccenda. Poi come dice il buon Kala anche a queste le domande vanno poste in un determinato modo e aggiungo io ogni LLM ha un suo modo di "sentire": la domanda ben formata per una (Open) può non esserlo per l'altra (Claude). La migliore gratuita a mio avviso resta DeepSeek.
Sarebbe interessante avere le domande sottoposte per il Fonc e vedere come risponde Open o Claude, ma non mi aspetterei comunque miracoli: tutto sta come sono state addestrate, da che fonti pescano, per dire ChatGPT in modalità Thinking (cioè intermedia) ho chiesto:
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puoi dare una descrizione del il Viaz del fonc nel gruppo del Bosconero e valutarne la difficoltà?
Sì. Il Viàz del Fonc / Fonch / Fônch è un itinerario di cengia selvaggio nel gruppo del Bosconero, lungo le pareti degli Sforniòi. Il nome deriva dal “fungo” roccioso che segna l’inizio del percorso. Nella sua accezione più classica collega la zona sotto lo Sforniòi Nord alla Forcella Dantre Sforniòi; spesso viene prolungato per le cenge orientali dello Sforniòi Sud fino alla Forcella del Matt. Una relazione lo descrive come traversata dal Passo Cibiana agli Sforniòi, Viàz del Fônch, Forcella Dantre Sforniòi, Forcella del Matt e rientro, con 13,6 km, 1.500 m di dislivello e circa 10 h 30 per l’anello completo.
Descrizione sintetica
Dal Passo Cibiana si sale verso Forcella Ciavazòle / Ciavazoles, poi verso la dorsale dello Sforniòi Nord fino alla croce attorno a quota 2.200 m. Da qui si individua il “fungo” roccioso, poco più alto, e si entra nel viàz scendendo su terreno ripido, con ometti e tracce non sempre evidenti. La prima parte è una traversata discendente su cenge, rientranze e piccoli salti; poi il percorso diventa più continuo su bancate più larghe, prima di rientrare in terreno più delicato verso il canalone finale della Forcella Dantre Sforniòi.
Il carattere è quello dei viàz bellunesi: percorsi di camosci e cacciatori, spesso su cenge esposte, terreno friabile, orientamento non banale e possibilità di dover arrampicare o disarrampicare. Una descrizione locale sottolinea che questi itinerari richiedono concentrazione, abitudine all’esposizione e capacità di muoversi su terreno difficile e poco proteggibile.
Punti chiave e difficoltà tecniche
La difficoltà tecnica massima segnalata nelle relazioni è attorno al II grado UIAA, ma non va sottovalutata: il problema non è solo il grado, bensì l’insieme di esposizione, roccia/ghiaia instabile, orientamento, isolamento e proteggibilità limitata.
I passaggi più significativi sono:
discesa iniziale e traversi su traccia debole, con piccoli salti e rientranze;
un intaglio verticale in discesa di II grado pieno, dove una relazione segnala cordini/fettuccia per eventuale breve calata;
rientranze esposte con terreno di “terra dura e ghiaia” sopra paretine;
canalone finale verso Forcella Dantre Sforniòi, con roccette di I/I+ e possibili singoli passi di II.
Outdooractive classifica l’anello completo come T6 II, difficile; indica inoltre di evitarlo con neve, ghiaccio o piogge recenti, e di affrontarlo solo con meteo sicuro, ottima visibilità e margine di tempo. La stessa fonte consiglia normale dotazione escursionistica più corda e materiale per assicurare brevi tratti se le condizioni non sono perfette.
Valutazione pratica
Io lo valuterei così:
Difficoltà escursionistica-alpinistica: alta. Non è una ferrata e non è una normale escursione EEA attrezzata; è più correttamente un itinerario alpinistico facile ma severo, per escursionisti-alpinisti già abituati a cenge dolomitiche, esposizione e disarrampicata.
Grado indicativo: T6 / F, con passaggi di I e II UIAA. In cattive condizioni, con umido o poca visibilità, la difficoltà percepita può salire parecchio.
Adatto a: persone con passo molto sicuro, esperienza di viàz o cenge esposte, capacità di orientamento, assenza di vertigini e competenza base nell’uso di corda per assicurare o calare brevi tratti.
Non adatto a: escursionisti occasionali, gruppi numerosi o lenti, persone non abituate a terreno friabile/esposto, o a chi cerca un sentiero segnato e “rilassato”.
In sintesi: itinerario bellissimo e molto selvaggio, ma da prendere come uscita alpinistica leggera, non come escursione difficile qualunque. Casco consigliabile; corda corta, imbrago e materiale minimo da conserva/calata sono prudenziali, soprattutto se non si conosce già il percorso.
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Vedete voi, garantisco che in altri ambiti/argomenti sono piuttosto... inquietanti